sabato 1 marzo 2014

Una gita in Valtellina

E' la prima volta che vado in Valtellina a visitare un'azienda vinicola. Forse perchè sono così poche, perchè molti coltivano le uve e poi le portano alle cantine sociali. Forse perchè avevo paura di trovare la neve, o semplicemente perchè un po' distanti. Il viaggio è stato piacevole, abbiamo visto tutte le sottozone del valtellina superiore. Valgella, sassella, inferno e grumello ... I filari arroccati sulla roccia fanno un po' impressione, tutti distribuiti in verticale a guyot. Una disposizione singolare, ma che permette all'acqua di scendere e all'aria di circolare. Ovviamente in luoghi così freddi, la paura più grande sono le muffe . Sembra paradossale, ma è proprio qui che sua maestà il Nebbiolo, cresce bene! Praticamente unico vitigno a bacca rossa coltivato, in minoranza un po' di chardonnay o sauvignon, per accontentare chi cerca un po' di vino bianco. Arriviamo a Tirano, verso le 11, in una bellissima giornata invernale, con un clima ottimo, sole, cielo terso, e almeno 15°all'esterno. La nostra meta è la cantina Plozza.
Una cantina antica, hanno festeggiato i 100 anni di produzione, ma poco conosciuta in Italia, perchè hanno sempre preferito vendere oltreconfine, agli svizzeri. Inutile chiedersi il perchè. La visita inizia alla cantina nuova, con la barricaia, e una modernissima sala degustazione. La bottiglia che colpisce di più è l'inavvicinabile 24K, una magnum con etichetta in oro zecchino e la cassa in legno pregiato, un vino destinato ad un lunghissimo invecchiamento, ad un prezzo molto simile a quello di un gioiello.
Iniziamo la carrellata degli assaggi, Sassella, Inferno , Sfursat ,N1 e Intrigo. A pranzo assaggiamo anche il selezione Plozza e 089, un valtellina superiore, prodotto in un unico lotto.
I vini dell'azienda si possono distinguere in 2 categorie, i tradizionali, con etichette classiche, vini molto tannici, tipici del territorio e una nuova linea, con bottiglie più accativanti, prodotti da uve delle vigne più vecchie, e adatti ad un lunghissimo invecchiamento. Per concludere la gita, dopo pranzo, ci rechiamo alla cantina vecchia, quella più operativa, con i silos, e le botti grandi. Si scende fino al -2, a 17 m sottoterra. Ci troviamo in un ampio locale, fresco, non umido, con un clima ideale per creare dei grandi vini.
Sono le 17, sarebbe bello assaggiare ancora qualcosa, ma ci attendono 3 ore di viaggio, per tornare a casa. Salutiamo tutti, e via ammirando le vette innevate che ci accompagnano lungo il tragitto

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