giovedì 13 novembre 2014

Le cantine sono tutte uguali?

Durante, la mia ultima visita in cantina, a Castelvecchio, in Radda in Chianti, ho ripensato alle parole di un mio amico,un neofita, appassionato di vino. Il quale mi ha confessato di annoiarsi un po', durante le visite in cantina, perché le trova tutte uguali. Vista una ... Direi, che non posso essere più in disaccordo. Specialmente dopo ques'ultima visita. Ed ecco perché: 1. Non mi è mai capitato di dover aspettare, prima di iniziare la visita, perché l'unico dipendente era occupato a pressare l'uva 2. Visitare la cantina, ancora operante, più antica del Chianti.
3. Essere guidati da chi fa il vino, e non da chi lo vende. In tutte le mie precedenti visite in cantina, nessuno mi aveva mai smontato la diraspatrice, per farmi vedere com' è composta.
Per questo è per tante altre possibili nuove esperienze, non mi annoierò mai di visitare cantine.
Per esempio, qui nel Chianti, le botti grandi, sono dismesse e mantenute solo per il loro valore storico. Mentre in altre zone vinicole, come la Valtellina, sono ancora utilizzate , sia quelle di quercia che quelle di castagno, più antiche. Le vasche in cemento sono ancora utilizzate, ma data la loro scomodità sono destinate ad essere sostituite. Ricordo, invece una cantina biologica, nelle Marche, di nuova costruzione, che aveva installato solo vasche di cemento, o a Saint Emillion , dove rabbrividivano all'idea dell'acciaio.
esistono aziende, qui nel Chianti, ma un anche altrove, dove si possono permettere di inserire vere e proprie opere d'arte, nelle aree della cantina. Da Cecchi, l'ascensore usata per scendere nei sotterranei,è una vera e propria scultura,di un'artista importante. La cantina di oggi, a renderla magica è l'ambiente in cui è collocata, è la sua storia. La prossima che avrò la fortuna di visitare, a renderla speciale sarà sicuramente qualcos'altro, il lavoro aggiunto dato dalle persone che ci mettono la passione e tanta tanta fatica .