lunedì 28 maggio 2012

Degustazione Vini Varesini

Domenica 27 maggio, in occasione delle Cantine Aperte, l'azienda Tovaglieri, ha organizzato un evento dedicato ai vini Varesini.
Diciamo la verità, i vini della provincia di Varese, sono dei neonati in confronto ai vini del Piemonte o di altre zone più vocate.
Durante questa degustazione ho visto una varietà di proposte , che creava  un po' di confusione, merlot, nebbiolo, syrah, gamaret , chardonnay , sauvignon , pinot nero... certo fa parte della sperimentazione iniziale, per capire cosa si adatta meglio al territorio.
Alcuni produttori hanno già iniziato a lavorare bene ,  rivolgendosi agli enologi e tenendo la resa per ettaro molto bassa, e macerando a freddo i bianchi. Altri, ma non faccio nomi, erano proprio agli inizi, con vini dai colori improbabili, e dai profumi inesitenti e troppa solforosa !
Buoni i vini di casa, il merlot della cascina Rocchetto, ottima l'Erbaluce, della casina Zoina, l'outsider, produttore di Oleggio.



 La manifestazione è comunque venuta molto bene, la gente non mancava, assaggiava volentieri, sia i vini che i formaggi e i salumi, anch'essi di produzione locale.






 Il contesto, la tenuta Tovaglieri, l'ho trovato molto bello, ordinato, nuovo. Mi sono ripromessa di venirci anche a mangiare.
http://www.tenutatovaglieri.it/agriturismo.html










giovedì 24 maggio 2012

Borgo Sambui, vendemmia tardiva 2000

Oggi, ho aperto per dei clienti, il moscato passito, Borgo Sambui di Armando Satragno.
Si tratta di una vendemmia passita del 2000, della più piccola Doc d'Italia, il Loazzolo.




Il colore giallo oro , mi ha fatto cadere alla tentazione di assaggiarlo, un vino di 12 anni, con una freschezza tale, che ben si armonizza agli zuccheri del vino.
Al naso si sente l'uvetta sultanina, l'abicocca, il profumo ti riempe il naso, e arriva dritto al cervello, o forse al cuore ?
Una nota di fiori di zagara esce un attimo dopo.
Un vino lungo e ricco, in grado di reggere ancora gli anni.
Lo consiglio a chi ama i vini molto dolci, tipo il moscato di pantelleria, per intenderci.

Di seguito la scheda tecnica del vino :

Loazzolo d.o.c. 2000 "Borgo Sambui" Vendemmia Tardiva - produttore: Armando Satragno - Loazzolo - bottiglie da litri 0,375 - gradazione alcoolica 12,00%. Il "Borgo Sambui" è ottenuto dalla vinificazione delle uve moscato provenineti dal vigneto omonimo. L'affinamento in piccoli carati di rovere unito alla grande ricchezza aromatica del vitigno ci offrono un vino di colore giallo dorato, con aromi complessi di frutti canditi, vanigliae muschio. Al palato è dolce, tipicamente di moscato, con entta corrispondenza alle sensazioni olfattive. Ideale con la pasticceria secca e come aperitivo il "Borgo Sambui" si sposa ai formaggi stagionati e dal sapore acceso. La temperatura ideale di servizio è di 8-10 gradi centigradi. Per rientrare nella denominazione "Loazzolo" può essere prodotto unicamente nel comune di Loazzolo (Asti) solo nei vigneti con la migliore esposizione e sottostare ad un disciplinare particolarmente rigido rendendolo un vino per veri intenditori.

giovedì 17 maggio 2012

Anteprima Ceretto e Terroirs

Ci troviamo alle 10.30 alle porte di Varese. Siamo proprio una bella combricola, una decina di persone, tutti operanti nel mondo del vino e affini ...
Contenti che per una volta non siamo chiusi nel nostro posto di lavoro, ma possiamo andare un po' in giro.  Giovanni, l'agente di zona di Ceretto, è formidabile, ha perfino noleggiato un pulmino con autista.
Partiamo alla volta di Alba, e dopo un ottimo pranzo, al ristorante la Piola , proprio in piazza ad Alba, ci dirigiamo verso una collina appena fuori la città.
La Tenuta Monsordo, è esternamente un castello, mentre all'interno è modernissima , con una terrazza di design a forma di acino d'uva








Ci accolgono con un calice di vino, e l'elenco , lunghissimo , di produttori pronti a farci assaggiare, un goccio dei loro vini.

Non posso elencarveli tutti, io ne ho assaggiati circa una trentina.
Iniziando dallo champagne Salon, un blancs de blanc del 99, a tutti i barolo e barbaresco di Ceretto, il prapò il mio preferito.
La chicca è stato un pedro Ximenez, in 3 annate 1985, 1958 e 1910.
1910 pazzesco più di un secolo! devo ammettere che è stato il vino più vecchio che abbia mai provato, anche se era un po' marsalato, molto meglio il 1958, dolcissimo!!!
Per concludere una vasta scelta di cioccolato Gobino, servito dal signor Guido Gobino in persona ...

mercoledì 9 maggio 2012

Ricetta: crostata di asparagi e montasio

Pasta sfoglia, in rotolo
1 mozzarella
100 g di formaggio montasio stagionato
erba cipollina q.b.
10 asparagi
semi misti (facoltativo)
1/2 bicchiere di panna


Stendete la pasta sfoglia in una tortiera (usate la carta forno , in dotazione),tenete da parte una parte per le striscioline,  tagliuzzatela leggermente, e infornate per 5 min a 200 gradi
Nel frattempo lessate in un'asparagera gli asparagi. Quando sono abbastanza morbidi, toglieteli dall'acqua e fateli raffreddare.
Tagliate la mozzarella e il montasio a dadini, unite l'erba cipolline tagliuzzata .
Estraete la sfoglia del forno, e disponetevi sopra , una parte di asparagi tagliati a rondelle (potete tenere le punte da parte ed usarle in altro modo), una parte di mozzarella, e  del formaggio. Distribuite bene , e fate un nuovo strato e salate.
se avete i semi misti, potete creare delle striscioline croccanti di pasta sfoglia, messa da parte, arrotolandole con i semi. Disponetele sopra al tortino a scacchiera .  Versate sopra la panna e infornate a 200 gradi fino a quando non si è formata una bella crosticina.



lunedì 7 maggio 2012

una passeggiata a Pavia

Un consiglio per una gita? Andate a Pavia, ma ora, in primavera...
Pavia è una bella cittadina lungo il ticino, ma state attenti, sbagliare il periodo potrebbe diventare una tragedia!
infatti nei mesi estivi la città si riempe di tremende zanzare, che pungono sempre anche di giorno. Se andate in inverno rischiate di non riuscire a vedere niente, per via della nebbia!
Maggio è un ottimo mese, hanno appena allagato le risaie, ma non fa ancora troppo caldo. Se vi piace la confusione, andate a Pavia in settimana, quando l'università è aperta.
Sentirete parlare tutti i dialetti e tutte le lingue ! ragazzi che corrono di qua e di là fra un ateneo e l'altro. Se cercate la tranquillità allora la domenica è l'ideale. Anche se ultimamente ho scoperto che c'è movimento anche di domenica (peccato che quando studiavo qui non era così).
Lungo il ticino , si può passeggiare o pedelare, ma anche fare un pic-nic. Al castello visconteo visitare una mostra. Girate per il centro, alla ricerca delle torri (quelle rimaste), perdetevi fra i cortili dell'università.
Per mangiare potete recarvi in borgo ticino, oltre il ponte vecchio




all'osteria dei previ, (ottimi i risotti) o all'osteria della malora (per le rane fritte).
Se cercate un locale elegante il ristorante San Michele, vicino alla chiesa omonima.
Per il gelato o la cioccolata calda, Assolutamente da Cesare, in via Cavour. Se non lo trovate chiedete ad uno studente, lo conoscono tutti !
Se capitate per i primi di giugno , non perdete questa rassegna!
ah dimenticavo visitate la certosa di Pavia, a Certosa ! veramente molto bella

giovedì 3 maggio 2012

MYO' i vigneti di spessa


Vi voglio raccontare di una degustazione , fatta a "casa Zorzettig", sulle belle colline di Spessa, in province di Udine, qualche giorno fa.

Salterei la descrizione dei vini base di zorzettig, per passare alla linea MYO',  che per citare Annalisa, questa linea è stata voluta perché:
"Amore per i valori autentici.
Myò è un concetto che parte da lontano e nasce dall’amore per i valori autentici. Nella terra sono le nostre radici e la nostra è una terra privilegiata da una natura particolarmente benevola che ha dato a questi colli la semplicità e la ricchezza irripetibile di essere l’ambiente ideale per il vino, tutto questo è Myò, tutto questo è la nostra cultura da proteggere."
 Annalisa, la titolare dell'azienda, una VERA DONNA DEL VINO, mi ha raccontato che non voleva dare il suo nome a questa linea, perchè il suo nome apparirà già sulla sua lapide ... e allora si è ispirata ad un'antica cantata popolare friulana. http://www.vignetimyo.it/it/news/articles/storia-di-myo/
Già da questo si capisce qual è lo spirito di questi vini, solo uve autoctone, fatti con cura, rese basse, vendemmia manuale, invecchiate in botti piccole o tonneau.
Fra i rossi ho apprezzato il pignolo, più morbido rispetto ad altri già provati. Fra i bianchi, la ribolla gialla, intensa, non svanite come le solite che ti servono in Friuli !
Da ultimo un plauso per le etichette, pulite ed eleganti, legate al territorio, ma che implicitamente suggeriscono l'abbinamento ideale. (eccetto per la ribolla che ha una farfalla, non potevano trovare qualcos'altro?)
I vini bianchi assaggiati

mercoledì 2 maggio 2012

Enoteca da Feo

Nei giorni scorsi, sono stata, durante un viaggio di lavoro, a Cividale del Friuli. Da buona gourmet, sono andata a mangiare al locale, più citato dalle guide, e osannato dai commenti di tripadvisor. L'enoteca da Feo.
I locale è molto bello, molti vini alle pareti, fiori e un arredamento cool

Bancone
All'apparenza ogni particolare è ben curato, le tovagliette, il nastrino col nome che avvolge le posate , il sacchetto del pane.
Ma ( e qui un ma è doveroso) il pane era duro (probabilmente vecchio, riscaldato e lasciato li), i bagni vecchi, trascurati , sembravano quelli di un circolino, di vent'anni fa! La lista incompleta, le porzioni minuscole e i piatti molto costosi.
Io ho ordinato, del baccalà mantecato, con polenta e misticanza.
Come potete vedere, la polenta è decisamente rivisitata e ridotta a 2 fogli sottili di mais (considerando i prezzi esigui della polenta, potevano anche essere più generosi), la misticanza è diventata 2 foglie di songino. il baccalà un cucchiaino.
Vedendo le dosi e i piatti che passavano abbiamo deciso di finirla lì.
Al momento del conto, un'altra brutta sorpresa, come abbiamo fatto a spendere 30 €, con 2 piattini, 2 calici di vino locale e una bottiglia di acqua , e ancora molta fame?
Una precisazione, i piatti erano molto buoni, di qualità, e ottima materia prima. Trovo che fossero più adatti ad un ristorante stellato o simile, che ad un'enoteca, dove ci si aspetta di mangiare bene, con prodotti di qualità ma con porzioni normali , altrimenti tutto doveva essere a livello adeguato, dal servizio, alla carta, al bagno.
 Se mi dai delle tovagliette di carta, non mi puoi far pagare 2 euro di coperto, dovrebbe già essere  incluso nel prezzo!
In conclusione, la cosa che mi lascia basita, sono le molte segnalazioni, Alice, gambero rosso, osterie d'italia , il mangiarozzo !