mercoledì 5 dicembre 2012

Una domenica all'artigiano in Fiera

In occasione del patrono di Milano il 7 dicembre, è già da alcuni anni che si svolge l'artigiano in fiera. Le prime edizioni erano a Milano, ora si è trasferito a Rho fiera. Raggiungerla è diventato abbastanza facile, da Milano arriva la metropolitana, e da qualche mese ferma anche il treno, sulla linea Varese-Milano. Che casualmente è la mia !!! Così domenica 2 dicembre decidiamo di simulare un viaggio per il mondo dell'artigianato. Arrivati a Rho fiera, siamo già noi un mondo, di folla ! Per fortuna che l'ambiente è grande ci disperderemo una volta dentro, penso. Non è così. Alcuni corridoi, sono troppo stretti per far circolare la gente, e siamo costretti a cambiare spesso direzione. La mattina la dedichiamo all'Italia, un giro in Alto Adige, e poi in Friuli, dove partecipiamo ad un aperitivo degustazione.
Dopo il nord Italia, si scende in Abruzzo, e sorpresa,ci sono moltissimi venditori di tartufo
e ovviamente anche in Umbria. E' ora di pranzo, e ci spostiamo in Nord europa, si mangia spilucchiando qua e là tartine al salmone, norvegese, un panino (col pane vecchio)col salmone scozzese.
Un assaggio di whisky? tanto per digerire ? Una volta sazi, ci spostiamo in Asia, Thailandia, Vietnam, Malesia, India ma perchè hanno tutti le stesse cose? In Spagna e Portogallo va un po' meglio, ma l'Africa, è troppo piena. In Francia i corridoi sono ampi, e una crepes ai marroni ce la concediamo. Un veloce giro in Calabria e in Trentino, ed è già ora di andare.Dove? ma a casa, sono un po' confusa. Una folla "assassina" ci attende sul treno. Il TAV è piccolo e la gente è tanta, veramente tanta! metà viaggio lo facciamo in piedi, con un po' di rammarico per non aver trovato tutto ciò che cercavo, e per non aver modo di andare in settimana, magari di sera.

martedì 9 ottobre 2012

Ca' del Bosco

In Franciacorta Ca' del Bosco, della famiglia Zanella, è un nome storico, uno delle aziende più importanti per la spumantistica italiana. Lasciamo perdere i numeri, i litri prodotti di cuvée Prestige . Le rese per ettaro sono bassine, ma non bassissime a mio avviso. Le vigne piantate vicine vicine, per farcene stare il più possibile.
L'azienda è gode di un'ottima posizione, soleggiata , tutta circondata da terreni di loro proprietà. E' un'azienda da visitare, anche solo per apprezzare le numerose opere d'arte sparse qua e là.
Mi ha molto colpita l'accuratezza con cui fanno il vino, già a partire dalla vendemmia. Oltre a rispettare le regole del disciplinare, ci tengono a tener separati le particelle, per poter assemblare al meglio il vino. La pressatura è soffice , e orizzontale. Ne Fanno 3, ma si tengono solo la prima , che vinificano in purezza per i vini più "nobili", e la seconda, che assemblano con la prima per la cuvée prestige.
Ma la cosa veramente unica che ho visto, è come fanno i rimontaggi Loro non usano le pompe idrauliche, per estrarre e rimontare il vino, come fanno tutti, ma lo riversano in un'autoclave a parte, che si muove su e giù per sfruttare la forza di gravità.
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Il tutto per evitare lo schock microssidativo e termico.
Scendere nelle cantine è sempre una magia.
Le bottiglie, a migliaia, accattastate ad aspettare il trascorrere del tempo, hanno un che di romantico
Molto bella la cantina centrale, con una grande cupola, tutta circondata di pupitres.
Se poi ci sono 2 bottiglie di Annamaria Clementi, meglio ancora Per concludere, tutti i processi di produzione sono curati al massimo, dalla scelta dei tappi (testano ogni lotto), all'imbottigliamento, tutto eseguito in sale isolate e refrigerate. Con tutte queste attenzioni, non può che uscire un grande vino.

lunedì 1 ottobre 2012

I benefici del té

Vi consiglio di leggere questo testo sorseggiando un buon té verde, magari un Lung ching, adatto a qualunque ora del giorno.
Quello che stato bevendo , non è una semplice bevanda calda, ma è un infuso con dentro una storia millenaria, legata ad un continente intero, quello asiatico. Le prime testimonianze scritte , risalgono al II secolo d.c., in Cina, con testi che citano la sue doti benefiche. La nascita di questa bevanda è legata a diverse leggende. Una delle più interessanti è una favola cinese, legata alle proprietà medicinali. La storia parla di uno schiavo, Tzu Ho, molto affezionato al suo padrone. Quando il suo padrone, ormai anziano, fu costretto a letto a causa dei disturbi senili. Tzu sconsolato dall'impotenza dei medici, non seppe trovar pace, e si recò nel giardino di casa, a pregare il Buddha. Il quale impietositosi, fece crescere una pianta dalla terra bagnata dalle lacrime di Tzu. Il giovane schiavo, ispirato dal dono, fece masticare le foglie di té al suo padrone, il quale si riprese velocemente dalla malattia. L'imperatore informato della guarigione miracolosa, convocò Tzu Ho. Il racconto dello schiavo, lo convinse ad avviare la coltivazione del Té. Questa ovviamente è una leggenda, ma storicamente il té nasce per uso medico, nel II sec. Dc, si preparava una pomata contro i reumatismi, è solo dal III sec, che si inizia ad usarla come infuso. Durante la dinastia T'ang, i nomadi, tartari, mongoli, tibetani e turchi, integrarono la loro alimentazione con il té, perché ottimo per la prevenzione dello scorbuto, dovuto alla carenza di frutta e verdura. Così anche in Giappone, si conobbe il té, tramite 2 monaci buddhisti, che lo portarono dopo un soggiorno in Cina.
Ricordiamoci che il té è la seconda bevanda più consumata al mondo, solo dopo l'acqua. Ogni giorno si scoprono sempre nuovi effetti benefici, per la salute e la bellezza. Sappiamo quindi che in Asia, il té lo si è sempre usato nella medicina tradizionale, come fonte di energia, per stimolare il fluire del CHI, e migliorare la circolazione dell'energia nel corpo. Ma, oggi grazie a studi scientifici si è in grado di capire perché il té sia così benefico: Contiene caffeina, quindi uno stimolante delle facoltà mentali inoltre la caffeina contenuta nel té è notevolmente inferiore a quella contenuta nel caffè 40 CC di caffè hanno 100/125 mg di caffeina 150 cc di tè nero forte 40 mg 150 cc di tè verde 20 mg 400mg è la dose massima al giorno. Se si è sensibili è possibile deteinarlo. Ricco di Polifenoli, tranne il tè nero, che con l'ossidazione ne perde molto, quindi lo si trova nel tè bianco ,nei tè verdi e nel tè semi-fermentati Le catechine sono 1.Antiossidanti, combatte l'invecchiamento 2.Abbassano il colesterolo 3.Abbassano i trigliceridi, quindi previene le malattie cardiovascolari 4.Previene l'insorgenza dei tumori 5.Diminuiscono la pressione del sangue 6.Antibatterico, previene la carie, l'alitosi e il tartaro 7.Calmante per la diarrea Un pieno di Vitamine, specialmente il tè verde, si trova molta vitamina C (quanto a 6 arance spremute), e il tè bianco circa il doppio, protegge il sistema immunitario la Vitamina A, che protegge la vista Vitamina E, 3 tazze di te verde copre il 50% del fabbisogno quotidiano. Vitamine B1 e B2, stimola il metabolismo Vitamine B6 per il mantenimento di pelle e capelli. Sali minerali, il té verde è ricco di Potassio (per il cuore), lo Zinco (sistema immunitario) Calcio e Magnesio (ossa e denti). Concludendo … il tè è consigliato nelle diete dimagranti, non ha calorie, ed accelera il metabolismo, diminuisce la ritenzione idrica, è un diuretico. Ovviamente se si hanno problemi renali è meglio berne poco. Per il colesterolo oltre il tè verde è ottimo anche il Pu-ehr, un tè post-fermentato . Anche nel campo estetico , il te verde è largamente usato è un ottimo 1.decongestionante per gli occhi 2.lo si può usare per farsi una maschera di bellezza o per il bagno. Un'ultima osservazione: il tè non lo ingeriamo, ma lo beviamo. Per poterne giovare a pieno servono almeno 3 tazze al giorno. L'unico tè, con cui si possono assumere al 100% queste proprietà, è il tè MATCHA , perché ridotto in polvere e solubile in acqua. E quindi lo si assume al 100%.

mercoledì 19 settembre 2012

A spasso per il Monferrato (parte I)

A settembre è bello perdersi per le dolci colline del Monferrato. In mezzo alle vigne non c'è la solita tranquillità, ma fermento ... è tempo di vendemmia, esperti raccoglitori si dividono lungo i filari, armati di cesoie a scegliere i grappoli migliori, posati delicatamente sulle cassette vengono portati in cantina, dove li attende la diraspatrice ...
All'interno delle cantine, il mosto già prodotto, è in autoclave a fermentare. Il profumo è intenso, dolce ed acre all'unisono. Mi piace, mi fa pensare a quello che diventerà fra uno o due anni ... Forse ancora di più, è questo il segreto di queste grandi barbera, il riposo, in piccole botti. In cantina o in sale a temperatura costante, come ha scelto di fare Braida. Come non approffittare dell'ospitalità della famiglia Bologna, ed assaggiare le loro famose Barbera (qui al femminile)
Iniziamo dalla Monella,giovane, frizzante,molto vinosa. Ma io voglio passare oltre, Il bricco dell'uccellone, Bricco della Bigotta. Le assaggio, ma le trovo molto aggressive, i profumi non sono ampi , come mi sarei aspettata, abbastanza calda, con una PAI intensa. Poco equilibrata se devo essere sincera. Chiedo se sia possibile assaggiare qualcosa di più vecchio, ma gentilmente mi spiegano che non hanno grandi scorte delle annate precedenti, perchè vini molto richiesti .
Concedetemi una piccola critica, a volte dovrebbero essere più intraprendenti ed aprire anche annate "più bevibili". Sono vini da invecchiamento, che col tempo non possono che migliorare, è quindi un peccato bere le ultime annate, magari imbottigliate da poche settimane.

lunedì 13 agosto 2012

Costa di Giulia

Quando apri una bottiglia, che non ti aspetti così buona, è difficile separarsene. Questo bianco toscano, di Michele Satta, del 2006 é così.
Vermentino per il 65%, e Sauvignon per il 35%, dimostra una longevità inaspettata, considerando che il Costa di Giulia fa solo acciaio. Non è il suo supertuscan bianco (Giovin Re), ma il bianco più semplice. L'evoluzione lo premia donandogli una freschezza e una PAI molto accentuata. I profumi sono intensi e vari, prevalgono i sentori minerali. Non scordiamoci che siamo a Bolgheri, poco lontano dal mare. Col tempo escono altri sentori, la frutta, in prevalenza esotica, e qualche agrume, con una nota dolce, direi il cedro. Sinceramente, dopo 6 anni dalla vendemmia, e conservandolo sullo scaffale e non in cantina, non mi sarei mai aspettata di trovarlo così buono e fresco. Un buon abbinamento con un coniglio dissossato e ripieno di funghi e salvia. Un'ultima nota: una persistenza lunghissima, un vino a cui l'età ha decisamente giovato

martedì 24 luglio 2012

E' tempo di confetture 2

Il bello dell'estate è la grande varietà di frutta, che la natura ci offre. Come le profumate pesche bianche, che ho comprato qualche giorno fa. Subito il profumo mi ha fatto venir voglia di fare una confettura. e visto che i giardini sono pieni di lavanda in fiore, in questo periodo. è nata l'idea di Pesche bianche e fiori di Lavanda
1 kg di pesche bianche mature pulite 1 kg di zucchero per marmellate gelatificante (in alternativa zucchero semolato e pectina) un cucchiaio scarso di fiori di lavanda bio pulite e tagliate a dadini le pesche, mischiatele con lo zucchero, e portate ad ebollizione. Fate bollire 5 minuti, sempre mescolando. Controllate la densità della confettura su un piattino, quando è sufficientemente densa, versatela nei vasetti sterilizzati, riempite fino all'orlo. Chiudeteli ancora caldi e girateli a testa in giù

venerdì 6 luglio 2012

Sua maestà Chateau d'Yquem

Per questo vino ci vuole il massimo rispetto, perchè é un vino raro e veramente speciale.
Se vi capitasse di recarvi a Sauternes, e visitare il loro chateau capireste il perchè. Sono stata accolta il questo salone "regale".
La signorina che ci ha accompagnato, molto gentilmente ci ha portato 2 ombrelli, perchè il tempo minacciava pioggia. Come prima cosa, siamo andati a vedere le vigne. Tutte le piante sono relativamente vecchie, e quando vengono rimpiantate, non utilizzano il frutto se non dopo i 5 anni di età.
La potatura è drastica e completamente manuale.Ma è la vendemmia ciò che rende l'Yquem, il dolce nettare che lo ha reso così famoso. il concetto è un po' complicato. Avete mai sentito parlare di muffa nobile? è la botritis cinerea, una muffa che colpisce i grappoli, questa asciuga l'acqua ma lascia gli zuccheri, percui il mosto ricavato sarà concentrato e dolce. Il filmato seguente vi mostra l'evoluzione del grappolo La particolarità della vendemmia è che si lavora per giornate. Mi spiego, il primo giorno di vendemmia le squadre escono e raccolgono sulla loro parcella, solo gli acini pronti, lasciando il resto sulla pianta. In genere questa operazione la si svolge in 2 giorni e ci lavorano 400 persone circa. Gli acini raccolti vengono subito pressati e il mosto è messo in barrique a fermentare. In genere per ogni uscita si producono 2 barriques ! Terminata questa sessione, ri-escono a vendemmiare. Il grappolo si sarà evoluto, e la muffa avanzata. Qui non è il terroir che fa la differenza, ma il periodo di vendemmia. Tutto il mosto è suddiviso, in periodi di vendemmia e solamente dopo la fermentazione saranno scelte le botti da utilizzare per creare il chateau d'Yquem. Un'altra particolarità è l'esclusivo uso di barriques, tutte nuove ovviamente. Il mosto è fatto fermentare direttamente nelle piccole botti.
Il vino, che ne risulta è un vino dolce, di un bel colore dorato, con un'ampia varietà di profumi, dall'albicocca matura a quella essiccata, dal miele di acacia, ai fiori di glicine. Per poi uscire le spezie, la cannella, la vaniglia ... In bocca è caldo ma fresco, con una persistenza lunghissima. Dopo un'ora sentivo ancora il sapore! Noi abbiamo assaggiato il 2003. Purtroppo il prezzo di mercato per una bottiglia da 75 cl, in Italia è sui 350 €. (ho fatto bene a chiedere un secondo bicchiere ...) Ma se lo conservate bene bene, dopo poco tempo il prezzo aumenta esponenzialmente (il 2001 l'ho visto in vendita a 800 €)

sabato 30 giugno 2012

Chateau Trotte Veille

Per la mia ultima vacanza, ho scelto di visitare la Francia del Sud Ovest e i suoi vigneti ... alla scoperta dei grandi terroirs fra la dordogna e la garonne. Per primo vorrei raccontare di uno chateau di media grandezza, un premier cru classé B. Siamo a Saint Emilion, poco fuori dal borgo mediovale. Dallo chateau si scorge il campanile della chiesa di Libourne, un punto di riferimento per i francesi, perchè al suo fianco c'è Petrus. Qui arriva l'aria della Gironde, la freschezza della dordogna e il sole della garonna.
Il vino si fa al 90% in vigna ci dice fieramente Philippe; che ci ha accolto, a mostrarci l'azienda. Cerchiamo di fare meno interventi possibili, solo quando è strettamente necessario, aggiunge mostrandoci il lavoro della settimana.
I grappoli sono verdi e si stanno formando, è ora di togliere le foglie a nord, e i grappoli in eccesso, massimo 5 per tralcio.
I terreni sono tutti intorno al castello, non molto grande a dire la verità, e la cantina subito al suo fianco. Il vino si raccoglie a mano e lo si porta subito, all'interno. Usano il cemento per far fermentare il vino, e poi a nanna, per molto tempo nelle barrique nuove.
Assaggiamo 4 vini, 2 del libournais, il maggioranza merlot (97%), con una piccola percentuale di cabernet, di un'altra azienda consorziata. Gli altri due sono il trotteveille, in 2 annate differenti.
La cosa mi fa molto piacere, così da riuscire a captare l'evoluzione del vino. Quest'ultimi sono il maggioranza cabernet franc 49%, ma con un buon 47% di merlot, una percentuale altissima per la zona. Il primo dei 2, il più giovane, pur essendo un cabernet, ha i tannini accentuati. La cosa stupisce, ma vuol dire che potrà solo crescere. La barrique non è predominante nei profumi, esce l'erbaceo del cabernet. La seconda è meravigliosa, ben equilibrata, con profumi complessi, il caffè il tabacco, per poi trovare la prugna. Un bel vino, da bere subito ma anche da conservare il cantina, per un po' di anni.

lunedì 28 maggio 2012

Degustazione Vini Varesini

Domenica 27 maggio, in occasione delle Cantine Aperte, l'azienda Tovaglieri, ha organizzato un evento dedicato ai vini Varesini.
Diciamo la verità, i vini della provincia di Varese, sono dei neonati in confronto ai vini del Piemonte o di altre zone più vocate.
Durante questa degustazione ho visto una varietà di proposte , che creava  un po' di confusione, merlot, nebbiolo, syrah, gamaret , chardonnay , sauvignon , pinot nero... certo fa parte della sperimentazione iniziale, per capire cosa si adatta meglio al territorio.
Alcuni produttori hanno già iniziato a lavorare bene ,  rivolgendosi agli enologi e tenendo la resa per ettaro molto bassa, e macerando a freddo i bianchi. Altri, ma non faccio nomi, erano proprio agli inizi, con vini dai colori improbabili, e dai profumi inesitenti e troppa solforosa !
Buoni i vini di casa, il merlot della cascina Rocchetto, ottima l'Erbaluce, della casina Zoina, l'outsider, produttore di Oleggio.



 La manifestazione è comunque venuta molto bene, la gente non mancava, assaggiava volentieri, sia i vini che i formaggi e i salumi, anch'essi di produzione locale.






 Il contesto, la tenuta Tovaglieri, l'ho trovato molto bello, ordinato, nuovo. Mi sono ripromessa di venirci anche a mangiare.
http://www.tenutatovaglieri.it/agriturismo.html










giovedì 24 maggio 2012

Borgo Sambui, vendemmia tardiva 2000

Oggi, ho aperto per dei clienti, il moscato passito, Borgo Sambui di Armando Satragno.
Si tratta di una vendemmia passita del 2000, della più piccola Doc d'Italia, il Loazzolo.




Il colore giallo oro , mi ha fatto cadere alla tentazione di assaggiarlo, un vino di 12 anni, con una freschezza tale, che ben si armonizza agli zuccheri del vino.
Al naso si sente l'uvetta sultanina, l'abicocca, il profumo ti riempe il naso, e arriva dritto al cervello, o forse al cuore ?
Una nota di fiori di zagara esce un attimo dopo.
Un vino lungo e ricco, in grado di reggere ancora gli anni.
Lo consiglio a chi ama i vini molto dolci, tipo il moscato di pantelleria, per intenderci.

Di seguito la scheda tecnica del vino :

Loazzolo d.o.c. 2000 "Borgo Sambui" Vendemmia Tardiva - produttore: Armando Satragno - Loazzolo - bottiglie da litri 0,375 - gradazione alcoolica 12,00%. Il "Borgo Sambui" è ottenuto dalla vinificazione delle uve moscato provenineti dal vigneto omonimo. L'affinamento in piccoli carati di rovere unito alla grande ricchezza aromatica del vitigno ci offrono un vino di colore giallo dorato, con aromi complessi di frutti canditi, vanigliae muschio. Al palato è dolce, tipicamente di moscato, con entta corrispondenza alle sensazioni olfattive. Ideale con la pasticceria secca e come aperitivo il "Borgo Sambui" si sposa ai formaggi stagionati e dal sapore acceso. La temperatura ideale di servizio è di 8-10 gradi centigradi. Per rientrare nella denominazione "Loazzolo" può essere prodotto unicamente nel comune di Loazzolo (Asti) solo nei vigneti con la migliore esposizione e sottostare ad un disciplinare particolarmente rigido rendendolo un vino per veri intenditori.

giovedì 17 maggio 2012

Anteprima Ceretto e Terroirs

Ci troviamo alle 10.30 alle porte di Varese. Siamo proprio una bella combricola, una decina di persone, tutti operanti nel mondo del vino e affini ...
Contenti che per una volta non siamo chiusi nel nostro posto di lavoro, ma possiamo andare un po' in giro.  Giovanni, l'agente di zona di Ceretto, è formidabile, ha perfino noleggiato un pulmino con autista.
Partiamo alla volta di Alba, e dopo un ottimo pranzo, al ristorante la Piola , proprio in piazza ad Alba, ci dirigiamo verso una collina appena fuori la città.
La Tenuta Monsordo, è esternamente un castello, mentre all'interno è modernissima , con una terrazza di design a forma di acino d'uva








Ci accolgono con un calice di vino, e l'elenco , lunghissimo , di produttori pronti a farci assaggiare, un goccio dei loro vini.

Non posso elencarveli tutti, io ne ho assaggiati circa una trentina.
Iniziando dallo champagne Salon, un blancs de blanc del 99, a tutti i barolo e barbaresco di Ceretto, il prapò il mio preferito.
La chicca è stato un pedro Ximenez, in 3 annate 1985, 1958 e 1910.
1910 pazzesco più di un secolo! devo ammettere che è stato il vino più vecchio che abbia mai provato, anche se era un po' marsalato, molto meglio il 1958, dolcissimo!!!
Per concludere una vasta scelta di cioccolato Gobino, servito dal signor Guido Gobino in persona ...

mercoledì 9 maggio 2012

Ricetta: crostata di asparagi e montasio

Pasta sfoglia, in rotolo
1 mozzarella
100 g di formaggio montasio stagionato
erba cipollina q.b.
10 asparagi
semi misti (facoltativo)
1/2 bicchiere di panna


Stendete la pasta sfoglia in una tortiera (usate la carta forno , in dotazione),tenete da parte una parte per le striscioline,  tagliuzzatela leggermente, e infornate per 5 min a 200 gradi
Nel frattempo lessate in un'asparagera gli asparagi. Quando sono abbastanza morbidi, toglieteli dall'acqua e fateli raffreddare.
Tagliate la mozzarella e il montasio a dadini, unite l'erba cipolline tagliuzzata .
Estraete la sfoglia del forno, e disponetevi sopra , una parte di asparagi tagliati a rondelle (potete tenere le punte da parte ed usarle in altro modo), una parte di mozzarella, e  del formaggio. Distribuite bene , e fate un nuovo strato e salate.
se avete i semi misti, potete creare delle striscioline croccanti di pasta sfoglia, messa da parte, arrotolandole con i semi. Disponetele sopra al tortino a scacchiera .  Versate sopra la panna e infornate a 200 gradi fino a quando non si è formata una bella crosticina.



lunedì 7 maggio 2012

una passeggiata a Pavia

Un consiglio per una gita? Andate a Pavia, ma ora, in primavera...
Pavia è una bella cittadina lungo il ticino, ma state attenti, sbagliare il periodo potrebbe diventare una tragedia!
infatti nei mesi estivi la città si riempe di tremende zanzare, che pungono sempre anche di giorno. Se andate in inverno rischiate di non riuscire a vedere niente, per via della nebbia!
Maggio è un ottimo mese, hanno appena allagato le risaie, ma non fa ancora troppo caldo. Se vi piace la confusione, andate a Pavia in settimana, quando l'università è aperta.
Sentirete parlare tutti i dialetti e tutte le lingue ! ragazzi che corrono di qua e di là fra un ateneo e l'altro. Se cercate la tranquillità allora la domenica è l'ideale. Anche se ultimamente ho scoperto che c'è movimento anche di domenica (peccato che quando studiavo qui non era così).
Lungo il ticino , si può passeggiare o pedelare, ma anche fare un pic-nic. Al castello visconteo visitare una mostra. Girate per il centro, alla ricerca delle torri (quelle rimaste), perdetevi fra i cortili dell'università.
Per mangiare potete recarvi in borgo ticino, oltre il ponte vecchio




all'osteria dei previ, (ottimi i risotti) o all'osteria della malora (per le rane fritte).
Se cercate un locale elegante il ristorante San Michele, vicino alla chiesa omonima.
Per il gelato o la cioccolata calda, Assolutamente da Cesare, in via Cavour. Se non lo trovate chiedete ad uno studente, lo conoscono tutti !
Se capitate per i primi di giugno , non perdete questa rassegna!
ah dimenticavo visitate la certosa di Pavia, a Certosa ! veramente molto bella

giovedì 3 maggio 2012

MYO' i vigneti di spessa


Vi voglio raccontare di una degustazione , fatta a "casa Zorzettig", sulle belle colline di Spessa, in province di Udine, qualche giorno fa.

Salterei la descrizione dei vini base di zorzettig, per passare alla linea MYO',  che per citare Annalisa, questa linea è stata voluta perché:
"Amore per i valori autentici.
Myò è un concetto che parte da lontano e nasce dall’amore per i valori autentici. Nella terra sono le nostre radici e la nostra è una terra privilegiata da una natura particolarmente benevola che ha dato a questi colli la semplicità e la ricchezza irripetibile di essere l’ambiente ideale per il vino, tutto questo è Myò, tutto questo è la nostra cultura da proteggere."
 Annalisa, la titolare dell'azienda, una VERA DONNA DEL VINO, mi ha raccontato che non voleva dare il suo nome a questa linea, perchè il suo nome apparirà già sulla sua lapide ... e allora si è ispirata ad un'antica cantata popolare friulana. http://www.vignetimyo.it/it/news/articles/storia-di-myo/
Già da questo si capisce qual è lo spirito di questi vini, solo uve autoctone, fatti con cura, rese basse, vendemmia manuale, invecchiate in botti piccole o tonneau.
Fra i rossi ho apprezzato il pignolo, più morbido rispetto ad altri già provati. Fra i bianchi, la ribolla gialla, intensa, non svanite come le solite che ti servono in Friuli !
Da ultimo un plauso per le etichette, pulite ed eleganti, legate al territorio, ma che implicitamente suggeriscono l'abbinamento ideale. (eccetto per la ribolla che ha una farfalla, non potevano trovare qualcos'altro?)
I vini bianchi assaggiati

mercoledì 2 maggio 2012

Enoteca da Feo

Nei giorni scorsi, sono stata, durante un viaggio di lavoro, a Cividale del Friuli. Da buona gourmet, sono andata a mangiare al locale, più citato dalle guide, e osannato dai commenti di tripadvisor. L'enoteca da Feo.
I locale è molto bello, molti vini alle pareti, fiori e un arredamento cool

Bancone
All'apparenza ogni particolare è ben curato, le tovagliette, il nastrino col nome che avvolge le posate , il sacchetto del pane.
Ma ( e qui un ma è doveroso) il pane era duro (probabilmente vecchio, riscaldato e lasciato li), i bagni vecchi, trascurati , sembravano quelli di un circolino, di vent'anni fa! La lista incompleta, le porzioni minuscole e i piatti molto costosi.
Io ho ordinato, del baccalà mantecato, con polenta e misticanza.
Come potete vedere, la polenta è decisamente rivisitata e ridotta a 2 fogli sottili di mais (considerando i prezzi esigui della polenta, potevano anche essere più generosi), la misticanza è diventata 2 foglie di songino. il baccalà un cucchiaino.
Vedendo le dosi e i piatti che passavano abbiamo deciso di finirla lì.
Al momento del conto, un'altra brutta sorpresa, come abbiamo fatto a spendere 30 €, con 2 piattini, 2 calici di vino locale e una bottiglia di acqua , e ancora molta fame?
Una precisazione, i piatti erano molto buoni, di qualità, e ottima materia prima. Trovo che fossero più adatti ad un ristorante stellato o simile, che ad un'enoteca, dove ci si aspetta di mangiare bene, con prodotti di qualità ma con porzioni normali , altrimenti tutto doveva essere a livello adeguato, dal servizio, alla carta, al bagno.
 Se mi dai delle tovagliette di carta, non mi puoi far pagare 2 euro di coperto, dovrebbe già essere  incluso nel prezzo!
In conclusione, la cosa che mi lascia basita, sono le molte segnalazioni, Alice, gambero rosso, osterie d'italia , il mangiarozzo !

venerdì 27 aprile 2012

Quella volte che ... ho mangiato per strada!

Per i thailandesi il cibo è un rito, un po' come per noi italiani. Con la differenza, che grazie a meno leggi igieniche, è possibile trovare da mangiare in qualunque angolo.
Dalla chiusura dei negozi, la città si trasforma, arrivano i banchetti, poggiano tavolini e sedie sui marciapiedi, o per strada, ed inizia la grande festa del CIBO per strada !!!

non ci crederete, ma il cibo è ottimo! Pesce freschissimo grigliato al momento, riso saltato, zuppe al curry ... me lo vedo ancora davanti agli occhi !
I primi giorni, non ci siamo fidati molto, e abbiamo assaggiato solo la frutta,e i succhi di frutta.
Ananas, papaya, mango, pomelo tutto già pulito e affettato, messi in sacchettini usa e getta di plastica.
Poi preso coraggio abbiamo assaggiato il pollo, il pesce e i gamberoni !!! la mattina si poteva anche fare colazione per strada, si trovava di tutto piatti dolci e piatti salati.
(Ecco la prova, era già mezzanotte e ce lo siamo portato in camera ....)